Parole in giostra: Man in the Kitchen tra gastronomia, Moda e Bellezza.

Locandina Man in the kitchenGli elementi che più contraddistinguono un popolo sono queli che parlano positivamente di esso. Cosa identifica meglio gli Italiani se non il cibo e la moda? Oltre ad essere un popolo di santi, navigatori e poeti, le nostre mani non mentono. Siamo, nonostante tutto, un popolo di creativi, stilisti, sarti e cucinieri.

Tutto il mondo ci invidia per le nostre doti, ma soprattutto per la nostra maniera alquanto bizzarra di non saper valorizzare ciò che abbiamo di meglio. Mettere cioè il vestito buono, quello che non molto tempo fa si indossava nelle varie ricorrenze speciali e nei giorni di festa e far parlare di noi attraverso piccoli buoni propositi, che diventeranno grandi con pazienza e dedizione.

Proprio quest’anno quell’insieme di Paesi differenti che popolano il mondo li abbiamo invitati nel nostro Paese. Abbiamo scelto Milano, le abbiamo messo il vestito migliore e in sei mesi di tempo stiamo dimostrando che dal nostro saper fare, e dai nostri gioielli più belli possiamo ripartire: Il cibo e l’ospitalità.

il 23 luglio dalle 20.30 a Roma nello spazio OS Club andrà in scena un’idea di Marco Calisse : un concorso di idee e saperi. Una vera e propria gara tra chef stellati, stilisti e modelli che si sfideranno a tocchi di glamour.

Tutto incentrato sulla moda maschile “MAN..IN THE KITCHEN” sarà un modo come un altro, totalmente in esclusiva, di mettere in scena il meglio dell’imprenditoria capitolina, in un crocevia di idee e progetti e personaggi dello spettacolo, nei luoghi che da sempre sono stati degli scenari da favola indiscutibili.

Il giudizio della giuria sarà imperscrutabile. Si daranno i voti a tutti i concorrenti tra modelli, giovani designer e chef stellati e vincerà chi saprà essere più creativo e più all’avanguardia sul tema della gastronomia.

In questo senso a vincere sarà soprattutto l’evento e la sua attenzione alle eccellenze del nostro Paese. Un modo di essere all’avanguardia in partenza, senza sapere chi saranno i veri vincitori della manifestazione.

Stefano

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Parole in giostra: Riccardo e Stefano

1533749_642174729172008_38751685_nIn food we trust. Risuona come un mantra il titolo del loro progetto che da un anno è diventato un libro di cucina (Gnam Box, edito Mondadori). è da un pò che seguo Stefano Paleari e Riccardo Casiraghi sui social e devo dire che sono stato colpito principalmente dal modo in cui riescono a comunicare la maniera di essere empatici col cibo. Comprendendo appieno il trait d’union tra cibo e personalità. 

Con Stefano e RIccardo il motto “All you can eat”, diviene subito “All you can cook”. Fin da subito, appena acquistato il libro di ricette, mi sono cimentato nella preparazione dei piatti riscontrando parecchio successo tra amici e parenti. Perché tanto si sa il cibo nel bene o nel male unisce tutti. Sfiderei chiunque non abbia scambiato il proprio cavallo di battaglia tra i fornelli in qualsiasi occasione, che sia a cena con amici, o un pic nic in spiaggia.

Mangiare, cimentarsi in cucina è un evoluzione sfrenata, ma soprattutto un viaggio senza tempo e senza spazi. Basta una spezia, un frutto esotico od un dolce appena sfornato per trasportarci nella tavola della nostra infanzia, o nel ricordo di un viaggio in terre lontane10537299_944120525644092_1283805456554621622_n

Per chi crede nel cibo e nella loro caratteristica di identificare le persone l’essenziale sarebbe consumare il più possibile km0. Meglio se andare di persona tra le fattorie che popolano le campagne limitrofe alle nostre città. Il must sarebbe acquistare locale per pensare globale, avere cioè una mente sempre pronta a sperimentare tenendo sempre ben strette quelle che sono le tradizioni locali.

Per il resto non ci rimane altro che divertirci, gustando tutto ciò che ci sa entusiasmare. Piangere, ridere, emozionarsi. Perché Gnambox é stupore. Se un giorno Ricapitassi a Milano mi piacerebbe proporre qualche piatto della tradizione della mia regione (Sardegna) a Riccardo e Stefano e magari stupirli facendoli rivivere il sapore di una terra tra colori, nuraghi ombrosi e spiagge assolate.

Stefano

Parole in giostra: Claudia Aru

Questa settimana sarebbe dovuta essere dedicata al relax ed invece mi sono fatto prendere dall’istinto.  Perché non c’è cosa migliore che seguire il proprio istinto che proprio perché è più propenso a prendere la direzione di ciò che ci piace e che quindi ci fa stare bene; sarebbe pure il modo migliore di agire.

è relax puro. è essere consapevoli e testimoni di qualcosa che si sta costruendo insieme. Anche se questo qualcosa non ha un nome. Noi lo chiameremo “Tasinanta”.

“Tasinanta” è una parola Sarda che indica qualsiasi cosa (Letteralmente “Come si chiama?”). Avete presente quel preciso istante in cui non ci ricordiamo un fatto, una persona, una cosa?

è un modo, propriamente detto, per scrollarsi di dosso l’ansia del momento. Cosi che Tasinanta diviene non soltanto una domanda di incredulità, fino a trasformarsi in verbo e persino in azioni specifiche.

è un modo pazzesco di comunicare, perché anche se Tasinanta significa qualsiasi cosa, tutti in una maniera o in un’altra arrivano a comprendersi. è straordinario l’effetto che fa in una canzone dal gusto folk/country riproposto da una Claudia Aru sorprendente. Protagonista di questa domenica di “Parole in giostra”, l’artista in questione è originaria di Villacidro. Attenta sostenitrice dei diritti di tutti, ma soprattutto dell’autodeterminazione. Fare musica è un modo di comunicare non soltanto se stessi, ma un modo assolutamente più perspicace, costruito e straordinario di dare voce a qualsiasi cosa ci passi per la testa, con eleganza. La stessa eleganza che contraddistingue Claudia che possiamo riscoprire nei suoi pezzi e nella sua personalità. Per nulla psichedelica, direi più ironica, estrosa, ma pur sempre se stessa. In ogni circostanza.

Sapete quelle persone che sostengono che non tutto può essere espresso in Italiano perché in Sardo è molto più incisivo e esplicativo? è esattamente questo il senso di un tasinanta che non ha bisogno di mille parole per capire il suo modo improprio di porsi.

In ogni caso. “Tasinanta” la cantante? Ah, “Sa prus bella”: Claudia Aru! 😀

Stefano

Parole in Giostra: Marco Magalini


149408_10200800817921221_1748464712_nQuesta settimana per parole in giostra vorrei proporre un’interessante iniziativa editoriale della Giubilei Regnani ed in particolare di un amico giornalista Marco Magalini. 

Devo dire che ce ne è voluto tanto prima che potessi perdermi tra le pagine di questo libro ma l’attesa è valsa la pena per una lettura tutta d’un fiato e intensa.

 Prefazione di Renzo Rosso, patron di Diesel, noto marchio di abbigliamento Made In Italy, definito “il genio del jeans” per aver “messo in scena” una vera rivoluzione del cosiddetto “cinque tasche”.  

Per Renzo Rosso “La moda è un mondo meraviglioso”. Un mondo che ci mette tutti più o meno d’accordo per tutto ciò di cui è capace. Dare  l’opportunità di rinascere, per esempio. Autodefinirsi. Divenire protagonisti della propria vita e di quelle di altre persone che in una maniera o in un’altra ci circondano, o ci circonderanno molto presto.

La moda Made In italy non è solo capace di vestire, concedere eleganza, ma soprattutto far si che dai prodotti di qualche creativo traspaia l’amore, la dedizione, la capacità di essere prima che apparire.1926936_601190773292272_476226285_n

“Moda. Il nuovo Made in Italy – Storie, idee, innovazione” è stato capace attraverso la penna ferma, decisa e commovente di Marco di raccontare alcuni dei nuovi protagonisti del nuovo “fatto in Italia”.  Persone che in un periodo cosi complicato hanno deciso di dare un peso, una valenza economica alle proprie idee e di mettere in gioco i propri sogni con tutto quel bagaglio di esperienze che li ha formati.

I primi successi non tardano ad arrivare quando noi e i nostri prodotti siamo espressione di qualcosa di fermo e autentico. 

Ecco perché l’esperienza è tanto importante quanto una formazione di qualità. Una formazione che sappia renderci razionali e scientifici quando serve, al lato di un istinto e di un cuore che non devono mancare. Mai. 

Perché la nostra capacità di emozionarci per qualsiasi cosa e di rappresentare al meglio queste emozioni stanno alla base di un successo e di una carriera superiori alle nostre aspettative.

11406605_10205900994597285_5813399702363291683_nLa sagacia è la chiave per arrivare e non sentirne mai la fine. Il dimostrarsi costantemente capaci arrivando a comprendere le più svariate situazioni che si interpongono nel nostro cammino fatto di scelte.

“è pieno zeppo di persone di talento ma non di opportunità”. Le opportunità bisogna sudarsele, esattamente come ì giovani brand manager descritti con minuzia da Marco Magalini. 

Quello di Marco (edito Giubilei Regnani) è un buon libro da tenere conservato nella propria libreria domestica, da ripescare nei momenti i quali ci sentiamo troppo nichilisti per credere in un futuro che sorrida le nostre scelte e il nostro talento. Un segno di positività in questa prima domenica d’estate. Una nuova primavera Italiana. 

Stefano

Parole in giostra: Pierpaolo Mandetta

Pierpaolo Mandetta“Finché vedrò le api che si posano sui fiori”. Mi viene da pensare questo nel nuovo appuntamento con “Parole in Giostra”. Questa domenica é un ritorno alla bellezza delle piccole cose, di quei momenti che intercalati da un sorriso ci sanno sorprendere.

Esattamente come quando un’ape si posa sui fiori del nostro giardino. Quei fiori che possono essere considerati come un dono, perché le piante sanno ringraziarci a modo loro delle cure che dimostriamo loro. In un modo del tutto straordinario e coinvolgente. Il momento della fioritura ci rende in un modo del tutto naturale persone capaci di emozionarsi e credere ci possa essere una seconda possibilità per tutto, una rinascita.Cuore satellite - copertina

Ecco perché l’auto pubblicazione del terzo romanzo di Pierpaolo Mandetta “Cuore Satellite” è un ripartire, senza che nulla possa prendere le sembianze di un dramma.

“Cuore Satellite” è una dichiarazione d’amore alla vita, un prendere coscienza di sé ed in particolar modo dei propri desideri. Il romanzo non è autobiografico, solamente molto sentito. Sentito perché parla dell’incapacità di far avvicinare gli altri, di abbracciare, anche fisicamente, l’affetto esterno.

Ecco che riaffiorano alla mente i ricordi presenti nel romanzo della bisnonna Adele che nonostante il suo essere molto povera e malata era d’abitudine preparare le crostate con le fragole della muraglia. Le poggiava sul davanzale per chi sarebbe passato da casa sua per farle un saluto. 

Sono queste le cose capaci di rimescolarci con tutto ciò che in una qualche maniera ci piace ricordare. Leggere qualche pagina di un libro “quando il tempo è uguale per ogni singolo giorno”, perché in fin dei conti “è piacevole vivere le storie degli altri, quando nessuno più é capace di raccontarti le proprie”; leggerle per ore, fino a notte. 

Quando c’è la luna a farci compagnia e noi a fare compagnia alla luna. Viviamo sempre più in contesti allargati che sembriamo quasi nevrastenici quando dobbiamo rapportarci con gli altri. “Siamo cosi spaventati dal soffrire che diventiamo quasi insensibili, spietati, a volte frivoli”.

11061699_684547998322635_5806841538372562264_n“Dipendiamo troppo del ragionamento a due, perfino quando siamo single. Se pensassimo più a noi stessi a ciò di cui abbiamo più bisogno in mezzo a quelle che per noi non sono altro che le priorità magari “funzioneremmo” meglio.

Perché alla fine la nostra vita non appartiene che a noi stessi. Non ci rimane altro che divincolarci tra le cassette di legno del mercato ricche di primizie da gustare e essere capaci di emozionarci per le cose che più ci solleticano l’istinto.

è proprio il piacere di rimescolarsi nelle piccole cose che rende il romanzo affascinante e tagliente al tempo stesso. Si apre con una perdita e si chiude con un riacquistare tutta quella serie di aspetti, grazie a ripetuti flashback capaci di “rapire” l’incapacità di credere che una vita senza amore non è possibile. Una vita senza amore è sofferenza, delusione, abominio verso il mondo.

Un abominio che rende incoscienti ed è un offesa nei confronti di chi, probabilmente, vorrebbe rimediare al vuoto più apatico.

“Un cuore satellite” è non solo un romanzo da leggere, ma una ricerca dentro sé, per imparare ad amare e prendersi cura di chi non manca un sorriso.

Stefano

Parole in Giostra: Giacomo Catalano

10682471_10202506822702389_1874628026_oMi piace stupire e meravigliarmi. Sorprendere chiunque con il modo di non essere mai monotono e monocromatico. Scrivere lo considero il mio modo per ricostituire un legame tra me e qualsiasi cosa che mi ricongiunga alla vita pura e quindi all’amore. Il mio stile e la mia essenza sono esattamente ciò che comunico attraverso la scrittura.

Un’essenza vitale che si riscopre nella malinconia, ovvero nei momenti di maggior riflessione, quando non puoi fare a meno di pensare alle cose che potresti fare gustando una tazza di caffè caldo.

Riprendo a scrivere per “Parole in Giostra”, la mia rubrica della domenica, perché non posso fare a meno di ascoltare infinite storie e “cucire” qualcosa che possa in qualche modo emozionarmi. Perché le emozioni sono la chiave per raggiungere la vera felicità. Non dimentichiamocelo.

Giacomo Catalano, giovane Fashionista e blogger bolognese me lo ha fatto comprendere quando presi la decisione che sarebbe stato il settimo protagonista di un’altra domenica insieme.

Certe volte non possiamo fare a meno di tornare sui nostri passi, soprattutto perché farlo potrebbe consentirci di ringraziare chi ci ha consentito di farli.

Ecco che qui entrano in ballo i desideri, qualcosa di indescrivibile che ci rende più consapevoli che ciò che stiamo facendo è in linea con le nostre aspettative. Ed anche se qualche volta siamo presi dallo sconforto, non ci rimane altro che credere che in questo particolare momento si stanno creando i presupposti per il nostro futuro. Felice. Felicità che ha il sapore dolce di una sorpresa, come mi ha ricordano Giacomo.10302640_10201721883239393_239120637047313235_n

Felicità che non si sa da dove viene, ma che suscita emozioni grandissime. Basta pochissimo per essere felici; ad esempio indossare qualcosa in linea col nostro stato d’animo, mangiare un insalata di pollo e tacchino con dello yogurt magro in un pomeriggio d’estate, o ancora, Amare. Che è uguale al diritto di essere felici.

“Le cose più semplici molto spesso sono anche le più belle”. Questo è il fascino dell’eleganza che non pretende nulla di più, nessun dettaglio altisonante per sentirsi apprezzata veramente.

Ecco perché ogni mattina quando ci guardiamo allo specchio  non dovremmo fare altro che riflettere un’immagine di noi più incline a ciò che desideriamo essere, che ci renda quindi felici, per quanto ricchi di vitalità.

Stefano

Parole in Giostra: Gianluca Galati

Eccoci arrivati ad un nuovo appuntamento di “Parole in Giostra”. Una giostra di parole che diventano racconti, brevi e intensi come un sorriso o come il sole di primo mattino. Quel sole che guardi mentre sei ancora immerso nella tua tazza di caffè, e la testa nei sogni della notte passata. Sogni agitati e al tempo stesso dolci ricami del tuo vissuto. Esattamente come quelli disegnati a più riprese da Gianluca Galati, illustratore e blogger siciliano che ho avuto il piacere di conoscere. La mia rubrica ritorna raccontando ancora una volta i sogni che da semplici desideri, vorremmo tutti che fossero qualcosa molto più vicino alle nostre reali aspettative. Tutti vorremmo essere ciò che da bambini abbiamo sempre sognato, ma sopratutto il prodotto delle reali fatiche che abbiamo fatto per essere ciò che siamo nel presente, l’unico tempo nel quale possiamo vivere, e godere dei suoi anfratti.

La vita ci riserva continuamente il dolce e l’amaro, il salato e l’insipido. Sostanza e apatia. Sta a noi ricercare continuamente la sostanza e dimostrare a noi stessi la nostra vitalità, il nostro modo di sopravvivere alle fatiche e amare l’imprevedibilità, l’amore per il rischio. Il rischio che è come fosse nascosto in un bosco, come quello delle fiabe. In ogni fiaba se ne trova uno, e a Gianluca piace incondizionatamente disegnarlo nelle sue illustrazioni. “Il bosco come rappresentazione dell’ignoto: non sai mai cosa troverai all’interno, e se ne uscirai non sarai più lo stesso”.

Le esperienze della nostra vita sono continuamente  un importante banco di prova in grado di rivelare caratteristiche proprie del nostro carattere, che abbiamo sempre creduto non ci appartenessero. Ecco perché non dobbiamo mai perdere la speranza di entrarci in quel bosco e saper godere delle novità, ma soprattutto combattere con i mostri che si interpongono continuamente nel nostro cammino, anche perché non tutti i mali vengono per nuocere, piuttosto per renderci più forti. 

Il pozzo delle roseIl tratto principale del tuo carattere

Sono un ragazzo abbastanza solitario. Amo avere pochi amici e preferisco le serate a casa o al cinema a quelle in cui ci si scatena.

La qualità che preferisci nelle persone

L’empatia e l’onestà.

Il tuo principale difetto

Pensare troppo prima di fare qualsiasi cosa.

Tavola 14 - il circoloL’ultima volta che hai pianto

Quando persi mia madre, un paio di mesi fa.

Il giorno più felice della tua vita

Non ricordo.

Autori preferiti

John Kenn Mortesen (illustratore), Sean Gordon Murphy (fumettista), Benjiamin Lacombe (illustratore) e tanti altri.

Se potessi cambiare qualcosa nel tuo fisico

Le spalle, ma soprattutto preferirei avere molti più capelli.Kate trova l'uovo

Il dono di natura che vorresti avere

Quello della voce. Vorrei avere una voce da fuori classe.

Il tuo motto e se possibile un piccolo giudizio sul mio blog

Non ho un motto in particolare. Negli anni sto sviluppando una propensione a sviluppare sempre cose nuove e raramente dire di no a quello che mi è nuovo o che non conosco. Per quanto riguardo il tuo blog, da quel poco che ho letto ho notato un talento particolare per la scrittura non indifferente.

Stefano for parole in giostra, rubrica della domenica.